IUL, IL PICCOLO PITTORE 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Iul&Co. 2009-2018  
TUTTI IN SCENA (seconda parte) 
 
Dopo infinite prove teatrali di scene tratte dalla commedia di Plauto intitolata il "Soldato fanfarone", il maestro ci disse: -Ormai siete quasi pronti, domani proveremo con i costumi ed inviterò qualche amico a vedervi in modo possiate abituarvi ad avere un pubblico.-  
L’idea ci innervosì tutti parecchio perché non ci sentivamo ancora abbastanza bravi per esibirci di fronte a qualcuno, ma non potevamo dare torto al maestro, purtroppo il tempo passava e il 15 agosto si avvicinava inesorabilmente anche se non lo volevamo. Come lamentarci quindi? Dovevamo affrontare la prova più difficile: vincere la paura di sbagliare davanti al pubblico.  
Quella sera rimasi sveglio fino a tardi a ripassare le mie battute fino a sfinirmi e quando arrivò il mattino mi sentii agitatissimo. Capii che non era il ricordare delle parole a memoria il difficile del mestiere dell'attore, ma sconfiggere la paura di sbagliare e di non piacere alle persone.  
Il momento da me tanto temuto alla fine giunse. Entrai in scena facendo del mio meglio per nascondere il terrore che stavo provando. Ebbi la sensazione che un mostro gigantesco aprisse le sue fauci e stesse per ingoiarmi! Terribile! Stavo per dire la mia prima battuta quando il rumore di qualcosa che cadeva a terra tra il pubblico mi distrasse e subii senza ombra di dubbio quello che chiamano "il blocco dell'attore"! Incredibile ma vero, avevo scordato tutto! Per fortuna era solo una prova perché mi vergognai da morire e fuggii dal palcoscenico come se inseguito da un fantasma.  
I miei amici dietro le quinte tentarono di consolarmi ma io mi nascosi sotto un tavolino deciso a non uscire più da lì finché avessi avuto vita.  
-No, Iul- disse il maestro tirandomi fuori da là sotto con la forza. -Niente deve interrompere una scena o lo spettacolo sarà rovinato!-  
-Ma non rammentavo... più nulla, eppure ho ripetuto... la mie frasi per tutta la notte!- balbettai io.  
-Ragazzi, se venite colpiti dal blocco dell'attore, dovete inventarvi qualche sciocchezza qualsiasi da dire, ma mai fuggire o restare muti! - raccomandò il maestro rivolgendosi a tutti i suoi allievi che lo avevano circondato.  
-Voglio raccontarvi una storia...-continuò dopo con un sorriso rassicurante sulle labbra. -Vi sarà utile per comprendere come comportarvi su un palcoscenico. Ebbene, sappiate che l’imperatore Claudio, vissuto fino all'anno 54 dopo Cristo, fu un grande appassionato di scrittura e teatro. Un giorno decise di leggere in pubblico un suo componimento ripromettendosi di superare con la forza di volontà il suo problema di balbuzie, ma accadde un fatto che non aveva previsto: un uomo molto grasso sedendosi tra il pubblico ruppe una panca di legno. Tra i presenti scoppiarono allora risate fragorose e fu tale lo sconcerto dell’imperatore che anche quando ritornò il silenzio non fu più in grado di esibirsi nella lettura. Lasciò quindi il palco afflitto, ma se capiterà a voi qualcosa del genere, dovrete solo pensare che la paura aggredì persino un imperatore romano perciò può succedere a tutti! In scena dite quindi solo la prima cosa che vi passa per la mente e non preoccupatevi di nulla. E' risaputo che in questo modo la memoria alla fine torna, credetemi!-  
-E se non dovesse tornare?- chiese in tono afflitto Iul.  
-Quello che non dovrete mai fare è arrendervi alla paura insensata o lei vi sconfiggerà! Ora torniamo dal nostro pubblico improvvisato e ricominciamo da capo, va bene?- domandò Raffaello con fare dolcissimo. Come si poteva deluderlo?  
Questa volta però la prova andò alla perfezione e perfino io fui talmente bravo da ricevere inseguito i complimenti sia dal maestro che da tutti i miei amici. Mi bastò pensare all'imperatore Claudio mentre entravo in scena, proprio come aveva suggerito Raffaello. Poveretto, lui non ci riuscì a parlare, ma io invece sì! Superata la tensione iniziale alla fine riuscimmo anche a divertirci parecchio. Fu una sensazione incredibilmente bella riceve gli applausi da quel piccolo pubblico e solamente a quel punto noi iniziammo a desiderare di farci applaudire anche da una platea gremita di persone. Il maestro ci diede altri consigli il giorno seguente, ma fu da quel fatidico momento che ci sentimmo tutti veramente pronti ad affrontare il grande evento del 15 agosto... compreso io.  
 
FINE seconda parte  
 
FAGR-Editore 
Falsi d'Autore Giulio Romano