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UN CANTASTORIE SPECIALE
Questa è una storia vera, ma tanto bella da essere perfetta nell'iniziarla come una favola. C'era una volta un bambino di nome Giulio Cesare Croce. Suo padre faceva il fabbro, suo nonno anche e così era stato anche per le generazioni precedenti a perdita di memoria. Tutti i maschi della sua famiglia diventavano fabbri e nessuno si era mai lamentato, finché nel 1550 a San Giovanni in Persiceto (vicino a Bologna) non era nato Giulio. A lui di fare il fabbro proprio non andava. Si trattava di un lavoro che permetteva di vivere dignitosamente, lo sapeva, però trovava l'inventare storie e volare via con la fantasia un modo più bello di vivere. Il suo sogno consisteva nel voler fare di professione lo scrittore per poter scrivere le storie che inventava, ma convincere la sua famiglia a istruirlo si poteva paragonare al chiedere di andare sulla luna. Il denaro lì bastava solo per il necessario e i libri in casa sua venivano visti come superflui. Giulio comunque non si arrese, imparò a leggere e a scrivere grazie ad un prete e poi diventò presto un affermato cantastorie. Aveva una bella voce perciò prese a cantare le storie che scriveva ai mercati e alle fiere guadagnando abbastanza per vivere. I suoi testi piacevano a chi sapeva leggere ai suoi tempi perciò vendette anche libri. Non arricchì mai, però poté permettersi di non ritornare a fare il fabbro finché visse e questo gli bastò fino alla morte avvenuta a Bologna nel 1609. Aveva realizzato il suo sogno di diventare scrittore e certo ancora più contento sarebbe stato sapendo che il suo nome si sarebbe ricordato per l'eternità, questo perché diede inizio ad un nuovo tipo di letteratura, in grado di dare per la prima volta spazio anche alle persone più umili. Il suo fu il primo passo verso un modo diverso di pensare le storie. Egli proprio perché aveva studiato da solo, scrisse i suoi racconti in modo totalmente originale seguendo l'istinto del cuore. Nessun libro aveva influenzato il suo stile perché non poté mai permettersi di comprarne uno (a quei tempi costavano una fortuna). Il suo personaggio più celebre di nome Bertoldo, è un contadino astuto, tanto più astuto di qualsiasi nobile e lui sapeva sempre strappare sorrisi a chiunque leggeva le sue avventure. Finalmente nella letteratura era entrato un protagonista povero in grado di affascinare i lettori. Prendendo il suo esempio a poco a poco gli scrittori presero a narrare anche le storie con protagonisti tratti delle classi umili e non soltanto quelle dei nobili. Questo senza dubbio fu un grande passo del progresso umano scaturito dai sogni di un bambino che rifiutò il suo destino di fabbro per divenire scrittore.
(FAGR 13-05-2025)
FAGR-Editore
Falsi d'Autore Giulio Romano
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