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Pittori da scoprire: DUE PITTORI VENETI CON IL GUSTO DELLO SPETTACOLARE
Nel 1519 nacque a Venezia il pittore Jacopo Robusti (detto il Tintoretto) e nove anni dopo a Verona nacque Paolo Caliari (detto il Veronese); entrambi ebbero come maestro Tiziano Vecellio (1480 ca. - 1576), un artista che possedeva una fortunata bottega a Venezia e lì i due giovani formarono il loro sapere pittorico. Sia Tintoretto che il Veronese seppero però staccarsi in modo originale dalla pittura del loro maestro e dare vita ad immagini pittoriche straordinarie. Cadute le severe leggi medioevali in grado di impedire il fiorire delle opere teatrali, a Venezia gli attori iniziarono a raccogliere successi sbalordendo il pubblico con scene che suscitavano forti emozioni. In due modi diversi Tintoretto e Veronese assorbirono il gusto dello spettacolo teatrale e lo portarono nei loro dipinti. Essi mirarono ad affascinare dipingendo quadri pieni di effetti scenici veramente magnifici. Tintoretto amò del teatro suo contemporaneo soprattutto gli effetti della luce costruiti con delle fiaccole per illuminare gli attori perciò rivoluzionò la pittura inserendo effetti di luci strabilianti capaci di avvolgere i protagonisti dei suoi dipinti; egli li usò soprattutto per rafforzare l'aspetto drammatico dei racconti con inflessioni fiabesche che più lo colpivano. Il Veronese invece preferì non occuparsi di temi drammatici, al contrario dipinse fino alla tarda età scene gioiose e lo fece con lo stesso amore per le scene teatrali di Tintoretto, soltanto cercando di portare il senso del bello all'occhio dell'osservatore delle sue opere. I capolavori pittorici del Veronese ispirarono molti pittori (tra cui Annibale Carracci, Pietro da Cortona e Giambattista Tiepolo) e avranno una grande fortuna in seguito, infatti diedero il via al genere detto “Barocco” nel Seicento e “Rococò” nel Settecento.
(FAGR 07-04-2025)
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Tintoretto
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Veronese
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Veronese
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FAGR-Editore
Falsi d'Autore Giulio Romano
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