IUL, IL PICCOLO PITTORE 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Iul&Co. 2009-2018  
AVVENTURA SUL LAGO DI NEMI (seconda parte) 
Appena finirono di preparare tutto per il viaggio, maestro e allievi salirono sul carro che li avrebbe condotti al lago di Nemi.  
Il viaggio fu tranquillo e il piccolo Iul, si sentì veramente felice. Il panorama da ammirare era magnifico perciò decisero presto di scendere dal carro e di camminare un po' in mezzo alla natura incontaminata di quel posto prima di giungere a destinazione.  
I due allievi si guardavano sempre attorno estasiati. Quel luogo sembrava davvero incantato e ogni angolo era così bello da destare stupore.  
-Guardate maestro! E' il tempio di Diana!- esclamò ad un tratto Giulio.  
-Beh... diciamo quel che ne resta. Ai tempi degli antichi romani doveva essere invece davvero maestoso- commentò Raffaello con un sospiro.  
-Io lo trovo lo stesso magnifico!- gridò Iul correndo incontro al monumento insieme all'amico.  
-Chissà quanti rituali avranno fatto proprio qui...- disse Giulio pensoso.  
Appena Raffaello li ebbe raggiunti, raccontò: -Tanti anni fa i romani venivano qui a godersi questo angolo di paradiso e poco più avanti, potrete scorgere lo splendido lago di Nemi, i cui fondali si dice siano pieni di tesori dell'imperatore Caligola.-  
Iul lasciò libera la sua fantasia e iniziò ad immaginare alcuni uomini del tempo della Roma Imperiale vestiti con lussuose toghe in compagnia di donne affascinanti in abiti lunghi, tutti seduti tra l'erba di fronte a quel tempio, in attesa che si svolgesse qualche rito in onore della dea Diana.  
Il suo sogno ad occhi aperti scomparve quando fu strattonato da Gulio, il quale ansioso di vedere il lago, lo trascinò con sè afferrandolo per un braccio. Così, dopo aver salutato rispettosamente con il braccio libero la dea Diana, Iul si trovò a correre verso la distesa d'acqua che gli si apriva ora di fronte.  
-Venite anche voi maestro, correte!- gridò Giulio.  
-Non c'è bisogno di correre! Il lago non scappa!- rispose Raffaello, ma ormai essi erano già lontani e non lo udivano più.  
Il maestro li osservò dopo seduto a saltare dalla gioia sorridendo sempre bonariamente, infine stese una coperta e vi dispose sopra il loro pranzo.  
-Non avete fame?- domandò ad alta voce attirando l'attenzione dei due ragazzi.  
-Si!!!- gli gridarono in coro i suoi allievi.  
-Benissimo, venite qui allora! All'ombra di questo gigantesco albero, pranzeremo come dei re!-  
-No! Come degli imperatori romani!- lo corresse Giulio.  
-Va bene, come imperatori romani, ma si dice che Caligola non scendesse mai dalle sue navi piene di comodità e ricchezze per mangiare in riva al lago!-  
-Come si fa a preferire una barca anche se piena di tesori a questa natura incantevole?- chiese Iul sorpreso nello scoprire gusti completamente diversi dai suoi.  
-Ti dò pienamente ragione! Stare in questo posto anche solo per un minuto, vale più di tanti tesori messi assieme!- pronunciò con enfasi il maestro mentre serviva ai due discepoli dei pezzi di pane con del formaggio.  
-Concordo anche io!- disse Giulio con già la bocca piena.  
Dopo il pranzo Iul e Giulio tornarono a giocare in riva al lago e il tempo passò fin troppo velocemente.  
-Pensa che bello sarebbe se riuscissimo a trovare il tesoro perduto- disse ad un tratto Giulio. - -Deve essere lì da qualche parte nel centro del lago, ma è impossibile arrivarci!- gli fece notare Iul.  
-Ehi! Venite, ho trovato una barca!- gridò proprio in quel momento Raffaello.  
-Deve essere di un pescatore e credo che possiamo prenderla in prestito...- aggiunse poi allegramente.  
-Si! Chiunque sia il proprietario, di sicuro è già tornato a casa e quindi, non potrà arrabbiarsi visto che non saprà mai di averla data in prestito!- gli replicò Giulio con tono euforico.  
-Evviva, si va in barca!- esultò il piccolo Iul.  
Spinsero poi tutti insieme la piccola imbarcazione in acqua e ai due remi, si mise Giulio con un sorriso largo come una casa in faccia. Aveva già avuto occasione di remare sul Tevere e gli era sempre piaciuto.  
-Che emozione!- esclamò Iul sfiorando l'acqua con un dito.  
-Come potrebbe non esserlo?! Sotto di noi forse giacciono due navi cariche di tesori  
immensi!- gli ribatté Giulio.  
-Da qui non si vede niente, devono essere proprio molto in fondo!- considerò a voce alta Iul sporgendosi anche un po' nel tentativo di scrutare il fondo del lago.  
-E' inutile sperare di vedere qualcosa da qui, sul fondo ci si arriva solo a nuoto- li informò il maestro ridendo.  
I due allievi sospirarono sconsolati. Sarebbe stato fantastico riuscire a trovare almeno un segno della reale esistenza dei tesori romani, ma a meno che non si fossero trasformati in pesci, era un'impresa davvero impossibile per loro.  
-Il cielo si sta annuvolando sempre di più, forse è meglio ritornare a riva!- consigliò il maestro dopo una mezz'ora che girovagavano sul lago.  
-Non credo che pioverà...- iniziò a dire Giulio, ma dovette ricredersi subito perchè proprio in quell'istante, presero a scendere le prime gocce di pioggia.  
-Sbrighiamoci!- ordinò Raffaello mettendosi lui stesso ai remi.  
Fortunatamente non si erano allontanati troppo dalla riva, così in pochi minuti toccarono di nuovo terra; legarono poi in fretta la barca per lasciarla come l'avevano trovata e subito  
presero a correre in cerca di un riparo.  
-Piove sempre più forte!- disse Iul con il fiato quasi mozzato dalla corsa. Nella sua voce si sentiva tutta la tristezza che aveva adesso nel vedere quella splendida gita guastata  
da un temporale.  
-Non dispiacerti Iul, l'avventura continua!- lo incoraggiò però il maestro.  
-Davvero continua?!- domandò speranzoso Giulio.  
-Dobbiamo trovare un riparo dalla pioggia e io so già dove condurvi!- gli rispose Raffaello.  
Egli dopo si fermò per togliere dei mantelli dai sacchi da viaggio e offrirli a loro, poi insieme si addentrarono nella ricca vegetazione correndo a più non posso.  
FINE - Seconda parte  
 
(Clicca qui per leggere la terza e ultima parte dell'Avventura sul lago di Nemi) 
 
FAGR-Editore 
Falsi d'Autore Giulio Romano